Ribollita & co Mano ai Fornelli

mercoledì, 22 marzo 2006
Tagliatelle rosse al pesto

A volte per accendere le papille gustative basta poco. Basta pensare a variare o miscleare qualche ricetta. Così domenica a pranzo ho preparato questa pasta:

in una padella ho fatto tostare dei pinoli. In un'altra ho fatto soffriggere un quarto di cipolla rossa. Ho preparato dei pomodori pachini spezzandoli a croce  e li ho versati nella padella. Nell'attesa ho preparato del pesto a mano con basilico,pinoli,aglio,olio, sale quanto basta fino a raggiungere una crema. Nel sugo ho messo un peperoncino e quando ho visto che si era ritirato ho messo i pinoli tostati. Ho mantecato la pasta(tagliatelle) ed all'ultimo ho aggiunto il pesto mescolando ben bene.

Assaggiate e poi ditemi....

Postato da: lucavirgili a 19:36 | link | commenti (2) |

martedì, 21 marzo 2006
la Porcata Assoluta

Se reggete questo, vi meritate il titolo di cinghiale onorifico.

Ingredienti:
 - latte fresco intero (due litri)
 - Cacao qb
 - Peperoncino qb
 - Riso (tre-quatto etti al max)
 - Zucchero (cinque etti circa)

Opzionale: scorgette di arancio (a chi piacciono)
Opzionale: cocco grattugiato

Preparazione estremamente semplice: preparate una cioccolata con il cacao e il latte, facendola nera a piacere (a me piace molto nera, ma dipende) e zuccheratela (il cacao amaro "mangia" molto zucchero, occhio).  Unite il peperoncino tritato fine fine fine, non abbondate troppo mi raccomando :-)  Se ci sono elementi opzionali unite anche quelli.
Appena la cioccolata inizia a bollire buttateci dentro il riso e fate bollire per un (bel) po' finche' non inizia a cuocersi-sfarsi. Fare freddare (si rapprendera') e consumare a temperatura ambiente o addirittura di frigo.

E' una porcata mostruosa. Ed e' buona da mori'.

Postato da: wereboar a 11:03 | link | commenti (5) |
ricette

mercoledì, 08 marzo 2006

DOLCE MIMOSA

Festa della donna.. Il dolce mimosa è facile da fare e buonissimo.

Serve:
Pan di Spagna
Crema
Panna
Vin santo
Latte.

Questa è una ricetta tipo quelle del cinghiale.. ( non voglio dire alla ioboia che altrimenti se la prende.. )

Prendere il pan di Spagna e dividerlo in due in maniera orizzontale facendo in modo che la parte sotto sia + alta di quella sopra. ( per far questo nn mettetelo in verticale sul tavolo altrimenti poi vi quando lo rimettete in orrizzontale l'avete tagliato in verticale)
Chiaro no?
Aprire ecominciate a scavare la parte sotto in modo da formare una specie di contenitore per la crema. Inzuppate le due rondelle ottenute con una miscela fatta con metà vinsanto e metà latte.
Se il pan di spagna acquistato è rettangolare scavate e poi  bagnate i due parallelepipedi ottenuti.
A questo punto avrete già preparato una crema classica ( se non vi riesce arrangiatevi io la sò fare tanto.. ) e avrete montato a neve ferma le chiare mettendo anche un pizzichino di sale come raccomanda sempre quell'antipatica dalla Clerici.
Mescolate la panna con la crema e con + di metà del composto riempite il buco praticato nel pan di spagna e poi ricoprite la base con il coperchio.

Ricoprite anche il coperchio di crema.
create dei piccoli cubetti dalla parte di pan di spagna che avete tolto da dentro e sbriciolateli sopra a ricordare le palline di mimosa..

Mettere in frigo un paio d'ore e poi servite.

 

Postato da: Fatabugiarda a 16:35 | link | commenti (2) |

lunedì, 06 marzo 2006
pici con le briciole

In anteprima sulla serie di trasmissioni TV lascio al blog una ricetta antica.

I pici sono una forma di pasta fatta solo con acqua e farina, lavorati a mano e filiformi, sono sempre un pò irregolari e vagamente porosi, in genere vengono conditi con un sugo detto all'aglione, o, modernamente, con formaggio e pepe, con ragù di cinghiale.

La ricetta che vengo a descrivere è molto più antica ed è tipica della cucina povera, di quando cioè, anche il formaggio risultava dispendioso.

Per sostituirlo allora le brave spose risparmiose raccoglievano la mollica del pane, la trituravano grossolanamente e la facevano tostare in padella con un filo d'olio e un pò di aglio. I pici venivano saltati a fine cottura in padella con le briciole ben rosolate . Un aggiustata di pepe nero serviva a dare odore al piatto.

Assaggiateli. Vi risulterà strano mangiare la pasta con il pane. Accompagnate con un bel bicchiere di vino rosso toscano, un bel Nobile di Montepulciano in questo caso e vi parrà di non aver mai assaggiato una pasta così. 

 

Postato da: lucavirgili a 18:03 | link | commenti (3) |

 

Eccomi

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Questo Blog collettivo nasce dal desiderio di condividere il nostro lato godereccio. Ci piace cucinare e mangiare bene, ci piace bere. Non vorremmo creare uno spazio in cui si scambiano solo ricette, ma in cui si parla di gusto e tradizione attraverso i racconti dei piatti cucinati o delle occasioni in cui si preparano, uno spazio da dedicare anche ai ristoranti che abbiamo avuto modo di provare e che ci hanno colpito oin cui parlare del vino o altro che abbiamo bevuto. In definitiva vorremo parlare di noi anche attraverso quello che ci piace.

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