Eccomi qua, sono felice di essere stato invitato a partecipare a questo blog, tanto per presentarmi vi propino subito una ricettucola.
:-)))
STOCCAFISSO ALLA VICENTINA:
Mettere in ammollo in acqua corrente lo stoccafisso per 2 giorni abbondanti. Scolare lo stoccafisso e aprirlo, privarlo di tutte le spine delle vertebre e della pelle.
A parte fare un soffritto abbondate di Cipolla ( almeno 2 grandi ) e 2 spicchi d'aglio, appena la cipolla e l'aglio sono imbionditi aggiungere nel soffritto 2 acciughe e un abbondante ciuffo di prezzemolo tritato ed amalgamare bene il tutto facendo sciogliere le acciughe. Toglire dal fuoco.
Preparare una panatura di farina , pepe, sale e formaggio parmigiano reggiano ( 50 gr Farina 50 Gr parmigiano).
Sulla metà dello stoccafisso spalmare i 2/3 del soffritto ottenuto precedentemente, e metà della panatura, richiudere il tutto e passarlo nella rimanente farina e formaggio. Tagliare il "panino " ottenuto in fette di circa 5 centimetri e disporle verticalmente, una accanto all'altra in un tegame di coccio, aggiungere il soffritto rimasto , la panatura rimasta e coprire il tutto con circa 1 litro di latte.
Cuocere a fuoco lentissimo ( deve solo sobbollire ogni tanto) per almeno 5 ore. Lasciare riposare per un giorno.
Scaldare moderatamente e servire il piatto accompagnato da polenta mediamente densa o abbrustolita sul carbone, ma mai fritta.
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Dedicata tutti voi ò temerari che vi spingete là dove le più ardite menti culinarie non oserebbero nemmeno pensare di arrivare
Questa ricettina presuppone un ingrediente fondamentale per la riuscita del piatto. La pazienza.
Il solo procedere nella preparazione è fonte di estrema gioia Lo stoccafisso và accudito, per una dimenticanza si rischia di compromettere tutto. Fino dalle prime fasi, la bagnatura . Non avendo a disposizione una fonte che possa fornire acqua surgiva e corrente alla nostra creatura ittica che deve man mano riprendere vita, siamo costretti a essere presenti almeno ogni 5 ore per sostituire l'acqua, e per controllare che lentamente le carni riprendano la consistenza naturale, massaggiandole e rianimandole con amore. Come tutte le cose belle il pesce veloce del Baltico essiccato al tenue sole nordico, è fragile e indifeso. Nell'operazione di pulitura il rischio è di lacerare le carni , venendo meno alla dignità che deve accompagnare sempre il Merluzzo che si è sacrificato per noi. Cosa dire poi della cottura, lenta, lentissima, super lentissima, deve durare almeno 5 ore, e non è finita, perche nonostante il piatto sia pronto , per dare il meglio di sè deve riposare , dalle fatiche della sua trasformazione da semplice prodotto del mare in sinfonia di profumi e sapori.
Si ! è certo, bisogna saper attendere.

Questo Blog collettivo nasce dal desiderio di condividere il nostro lato godereccio.
Ci piace cucinare e mangiare bene, ci piace bere.
Non vorremmo creare uno spazio in cui si scambiano solo ricette, ma in cui si parla di gusto e tradizione attraverso i racconti dei piatti cucinati o delle occasioni in cui si preparano, uno spazio da dedicare anche ai ristoranti che abbiamo avuto modo di provare e che ci hanno colpito oin cui parlare del vino o altro che abbiamo bevuto.
In definitiva vorremo parlare di noi anche attraverso quello che ci piace.
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